Ronaldinho, il Milan e l’anno che verrà

 Che si stia esagerando nell’esaltare Ronaldinho da un lato o nel criticare la scelta bollando il giocatore brasiliano come irrecuperabile dall’altro, non stupisce in quanto è il tipico giochetto estivo, ma una cosa è certa: era dai tempi dell’arrivo di Maradona a Napoli che non si vedeva una presentanzione del genere per un nuovo acquisto: la firma in diretta, San Siro aperto ai tifosi, la samba, la festa, i palleggi. Tutto molto hollywoodiano, si dirà. Vero. Tutto esagerato, anche. Al Milan Dinho forse non serve, vero anche questo. Ma mediaticamente questo è stato un colpo da campioni del mondo, è fuor di dubbio. Focalizzare tutta l’attenzione dei media, e di conseguenza di parte del pubblico e dei tifosi è di vitale importanza in questo periodo dell’anno, quando abbonamenti e entusiasmo pongono le basi per la stagione che verrà.

Agli occhi dei più attenti tutto questo can can non suscita stupore, nè lascia a bocca aperta, ma ciò che conta non sono i dubbi dei pochi, ma la meraviglia dei tanti, tanti quanti sono stati gli abbonamenti sottoscritti al momento dell’arrivo di Ronaldinho in rossonero, o quanti saranno quelli riempiranno gli stadi alla prima partita col fuoriclasse (ex o ancora?) in campo o quanto si è attirata l’attenzione su di un club che di attenzione ne aveva bisogno.

Qualche giorno fa dalle pagine del Corriere della Sera Mario Sconcerti ha criticato duramente la mossa Ronaldinho, parlando di un calciatore ormai irrecuperabile e di una scelta che lascia molte perplessità da parte di un Milan che “è una macchina grande ed estremamente complessa giunta quasi al capolinea. Andrebbe smontata, studiata, ripensata e ricostruita. Un tempo immenso per i tempi del calcio. Non potendo avere la strategia della logica, si è scelta quella del miracolo. Si costruisce la squadra a colpi di top men. Non si cerca l’ amalgama, si cerca il singolo. Non la medicina ma lo stregone. È stato così con Ronaldo, è stato così con la gioventù eccessiva di Pato. È così adesso con Ronaldinho”. Non si può dare torto a queste tesi, benchè i toni appaiano eccessivi e trancianti: il Milan aveva bisogno di una rivoluzione, ma la rivoluzione comporta dei rischi e soprattutto dei tempi che un grosso club non può permettersi (qui rientra anche il concetto di utilizzare i giovani promettenti, ma è un altro discorso).

Il Milan, per quanto logoro e vecchio in alcune sue pedine, ha ancora un impianto di gioco tanto definito quanto difficilmente rimpiazzabile. Esclusa la possibilità di un cambio totale (di uomini, di gioco, di filosofia), si sta tentando di spremere quanto più possibile un gruppo indiscutibilmente forte a livello tecnico, ma forse da riscotruire. Ma non mi sento di darlo già per morto, a prescindere da Ronaldinho, specie nella prossima stagione in cui non avrà l’impegno, e soprattuto lo stress della Champions League.

Che Ronaldinho torni o no a essere quel giocatore tanto ammirato, che il Milan sia da rifare o no, lo giudicheremo fra qualche mese, non ora mentre addentiamo fette d’anguria stesi sotto gli ombrelloni. E questo vale anche per l’Inter, a prescindere dal fascino che emana Josè Mourinho visto che fascino, eloquenza e brillantezza non portano i tre punti, e vale per la Juventus a volte criticata per le scelte di mercato. Sempre e solo il campo e quella palla che rotola diranno l’ultima parola. E sarà quella defintiva.

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Nessun commento a “Ronaldinho, il Milan e l’anno che verrà”

  1. Fulvio D. | 18 luglio 2008, 11:17

    Da tifoso milanista ho trovato la cosa una cafonata. Mi spiace dirlo ma tutto quel circo non mi è piaciuto. Sono d’accordo sul fatto che dobbiamo aspettare a giudicarlo, non tanto sul fatto che non si doveva cambiare. Almeno altri 3-4 giocatori.

  2. JXP | 18 luglio 2008, 11:32

    è stata solo una cosa mediatica fatta per gettare fumo negli occhi dei tifosi che già si erano molto lamentati

    a quanto pare ci sono riusciti perfettamente, vedi i 3000 abbonamenti fatti

    da interista spero che sia un bidone :)

  3. idp_admin | 18 luglio 2008, 11:41

    JXP: che sia mediatico non c’è dubbio, almeno la presentazione a San Siro. Sugli abbonamenti è così: basta un grosso nome, una personalità e salgono, come è successo per Mourinho.

    Fulvio: probabilmente se avesse fatto la Champions avrebbe preso altri giocatori, ma con solo il campionato da fare forse la rosa va bene anche così

  4. Hanoi | 18 luglio 2008, 12:20

    Eheheheheh…… Secondo me gli altri rosicano un pò……..

  5. Yakup | 4 novembre 2008, 21:14

    ROOONALDINHOOOOOO!!!!!! che spettacolo!!!! secondo me lui é il migliore e credo che il milan abbia fatto la miglior scelta portandolo a Milano
    forza milan!!!!!!!!!
    forza ronaldinho!!!!!!!!!





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