Napoli e Udinese: realtà o fuoco di paglia?

Catania-UdineseIl turno infrasettimanale di ieri (QUI è possibile vedere i riflessi filmati dell’intera giornata) ci consegna una classifica sempre più sorprendente alla vigilia del torneo con il duo Napoli e Udinese a 20 punti, vittoriose entrambe, seguite a una lunghezza da un Milan lievemente in ripresa ma che ha sofferto l’organizzazione del Siena, superandolo solo grazie a un rigore sulla cui assegnazione potrebbero sorgere dei dubbi (ok, diciamolo chiaro e tondo: non c’era).

A 18 punti troviamo l’Inter reduce dal secondo zero a zero consecutivo e da una prestazione al di sotto delle sue potenzialità, come contro il Genoa e come quella di Champions contro l’Anorthosis: la fanfare eccessive e ingiustificate dopo il 4 a 0 dell’Olimpico che non tenevano conto del momentaccio di una Roma in panne si sono ora trasformate in un malevolo brusio. Lo zero a zero di Firenze è lo specchio del momento no della squadra di Mourinho, apparsa in involuzione rispetto a quella dell’anno scorso, sempre molto solida, ma con poca fantasia e poche idee là davanti. Chi conosce come fa giocare Mourinho non sarà sorpreso: forte diga nella fase difensiva e in attesa delle giocate dei singoli nel reparto avanzato. Tornare da Firenze con un pareggio non è affatto un pessimo risultato, ma occorre analizzare come si è giocato.

La Fiorentina d’altra parte ha fatto il suo dovere, anche con due assenti eccellenti come Gilardino e Mutu, e segue i nerazzurri a 17 punti. Un punto sotto troviamo la Lazio che torna alla vittoria grazie a un bizzarro autogol al Bentegodi contro il Chievo: il calcio è anche questo.

La Juventus continua la sua striscia positiva battendo in trasferta il Bologna grazie a una grandissima prestazione del sempreverde Pavel Nedved, con buona pace dei giovani e della ormai stucchevole retorica a loro favore: prospettiva, ricambio, campioni futuri e bla bla bla, ma chi ti dà i tre punti sono sempre loro, i vecchi campioni, segno che esperienza e personalità vogliono ancora dire qualcosa. Certo, un pizzico di fortuna c’è stato nella seconda marcatura, ma succede: segno che gli episodi determinano vittorie e sconfitte, crisi profonde e repentine resurrezionianceh a fronte di prestazioni non del tutto convincenti.

In coda si fanno difficili le situazioni della Reggina reduce dalla scoppola di Napoli (3-0) e del Bologna sulla cui panchina aleggia sempre il fantasma di Mihailovic. Il Torino torna a respirare grazie al due a uno inflitto all’Atalanta: settimana tranquilla per De Biasi, almeno per ora, che sta tentando di tutto col materiale a disposizione.

DenisA Napoli, intanto, inizia a girare la testa: nessuno si sarebbe aspettato di vederlo lassù in testa, ma in fin dei conti la cosa non deve stupire: il Napoli gioca bene. Punto. Accusato di fare un calcio vecchio, con una difesa blindatissima, macina però un gioco efficace, sospinto da quei due ragazzotti pagati due cicorie, Lavezzi e Hamsik, e da un’unica punta, segno che mettere 3, 4 o 6 punte non significa creare più pericoli sottoporta. C’è da chiedersi quanto e se potrà durare questo expoloit della banda di Reja, se è figlio di un calendario per ora favorevole o se davvero questo Napoli è da annoverare fra le realtà del nostro calcio. Occorrerà verificare come reggerà la pressione di trovarsi ad alta quota, e come reagirà alle prime sconfitte; per ora la piazza è esaltata ma non crea pressioni, come sottolineato da De Laurentis nel dopo partita, ed è cosa da non sottovalutare.

Il tempo diraderà tutti questi dubbi: in fondo siamo solo alla nona giornata e il Napoli, fra le grandi, ha solo incontrato la Juventus, per altro in condizioni pessime: domenica sera a San Siro ci sarà Milan-Napoli: saggeremo lo spirito del Napoli, anche se questo Milan non dà sicurezze: per dieci minuti è stato messo sotto dal volitivo Siena.

L’Udinese, come è stato già detto, non sorprende affatto: il due a zero rifiliato al Catania è il segno della continuità della politica societaria, abilissima nl ricercare giovani talenti da valorizzare, da vendere per poi trovarne altri all’altezza. E poi, anche  lei gioca bene: non è facile andare a Catania e fare due gol. Come nel caso del Napoli non sappiamo quanto reggerà, ma di sicuro l’Udinese è lì, e si gode il primato.

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Nessun commento a “Napoli e Udinese: realtà o fuoco di paglia?”

  1. HAMMER | 1 novembre 2008, 09:21

    Non reggeranno fino alla fine. Forse solo l’Udinese, che comuqnue ha avuto anche fortuna in queste giornate può arrivare in zona Champions. Il Napoli non ha incontrato ancora nessuno





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