L’operazione Beckham al Milan

Le indiscrezioni di qualche giorno fa sul possibile arrivo a Milanello da parte di Beckham sono state confermate dall’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani: quella che sembrava una bufala, una trovata, si è invece rivelata una verità. Beckham arriverà in Italia in prestito da gennaio, visto che il campionato statunitense si ferma da novembre ad aprile, con un contratto a prestazione, quindi a costo zero.

La cosa, va da sè, non ha fatto altro che aumentare i mugugni e le ironie su un Milan che fa collezione di figurine, soprattutto dopo l’arrivo di Ronaldinho. È fuor di discussine che a livello tecnico la cosa lascia perplessi e i dubbi sono tanti: quanto vale tecnicamente, oggi, David Beckham? Dove potrebbe essere collocato in campo visto l’assetto del Milan? Come verrà accolto nello spogliatoio? E soprattutto, ne ha bisogno questo Milan?

David Beckham

Ancelotti, sempre diplomatico, afferma che per lui “è un piacere, Beckham è un atleta serio, un grande professionista. Se sarà disponibile per quattro mesi con noi ne saremo molto contenti, se diventerà disponibile per il Milan lo sarà evidentemente sia in Italia che in Europa” e c’è anche l’avallo del ct della nazionale inglese Fabio Capello che lo avrebbe consigliato a Galliani sottolineandone la professionalità.

Nessun dubbio sulla professionalità del giocatore, ma questo affare resta una vera e propria anomalia (per usare un eufemismo), giacchè dietro non vi è affatto un progetto tecnico, nè tantomeno un’esigenza. Sembra quasi che si voglia far impazzire Ancelotti: questa estate chiedeva un attaccante di peso e si ritrova Ronaldinho; voleva un difensore e si ritrova Senderos, quello che doveva sostituire l’infortunato Nesta che nel frattempo è tornato a calcare i campi da gioco.

La questione è diversa, e tocca l’aspetto, da non sottovalutare, del marketing: al pari di Ronaldinho, Beckham diventa un’altra ciliegina sulla torta, porterà ulteriore attenzione sul Milan oltre a molto denaro nelle casse della società soprattuto col merchandasing, in una stagione in cui al Milan mancano tantissimo gli introiti derivanti dalla Champions League. Che il marketing, o l’eccessivo peso che hanno i soldi stiano viziando e rovinando il calcio lo diciamo tutti e lo diciamo spesso, salvo poi lamentarci se le nostre squadre non camprano i campioni. Ma finchè si resta nei limiti e non si fa davvero una mera collezione di figurine, la cosa è accettabile. Se questo Milan è solo una bella vetrina oppure una squadra vera lo potremmo dire solo a fine stagione.

Se da un lato Beckham potrà portare questi vantaggi al Milan a livello di immagine e di introti senza quantomeno danneggiare l’aspetto tecnico, dall’altro lo stesso giocatore inglese ha tutto da guadagnarci, a iniziare da una preparazione fisica come si deve, non certo come quella della Major League Soccer, con tutto il rispetto che non ho nei confronti del campionato americano, con l’obbiettivo della nazionale e con la speranza di poter partecipare ai prossimi mondiali sudafricani.

Sintetizzando: per quanto riguarda il lato calcisitco è un affare privo di logica, dal punto di vista mediatico, con tutto ciò che ne consegue, è un grande colpo, anche se vestirà la casacca del Milan per soli tre mesi.

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Nessun commento a “L’operazione Beckham al Milan”

  1. errenne81 | 23 ottobre 2008, 09:35

    Sono d’ accordo sul ritorno economico, ma lo puoi fare se il milan sta bene. abbiamo tanti difetti e se devi prendere un calciatore prendine uno che ti serve, non una star.

  2. Courtial | 23 ottobre 2008, 09:42

    Hai ragione errenne, ma purtroppo il calcio moderno è questo: prendi il grosso nome, vendi maglie e riempi lo stadio. È lo stesso discorso delle amichevoli che spesso i grossi club europei fanno in Asia: tecnicamente non sono testmatch (soprattutto quando sono a fine stagione), non servono a un bel niente, se non a fare cassa.

    L’unico errore che non deve fare il Milan è quello di esagerare con un certo tipo di acquisti da circo, cioè non devono rovinare il lavoro dell’allenatore o disturbare lo spogliatotio.

  3. curvanord | 23 ottobre 2008, 10:14

    Ero pronto a fare battute ma mi trattengo: le ho fatte per mesi su Ronaldinho e poi ha segnato contro l’Inter. Meglio che sto zitto che se no finisce che Beckham segna nel derby di ritorno :)





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