I francesi, la testata di Zidane e gli italiani

Umpf, ancora e sempre loro, i francesi! Personalmente nutro un profondissimo odio (sportivo, va da sè) per i francesi, forse nato da quella finale dell’Europeo del 2000 (finale che non È MIA STATA GIOCATA! MAI!… almeno così vado ripetendomi dopo 8 anni di analisi), o forse già da prima, dai Mondiali del 1998, sicuramente corroborato da tante loro manifestazioni fuori dalle righe. Sia come sia, ogni volta che parlano di noi devono sempre mostrare una certa frustrazione, cosa che sinceramente non capisco.
Notizia di due giorni fa apparsa su gazzetta.it: tale Pierre Menès, giornalista televiso, ha scritto un libro sul calcio, una sorta di dizionario calcistico. Ovviamente alla voce italiani non mancano le solite punzecchiature velenose; infatti ci dipinge come “una tribù del sud capace di fare perdere le staffe al miglior giocatore del mondo. Nuovo nemico intimo (dei francesi, ndr) dai tempi del ritiro dei germanici e l’esplosione del fenomeno Materazzi“. Oltre a tutta una serie di aggettivi poco lusighieri come provocatori e imbroglioni e maccheroni.
Ora, che l’italiano sia furbetto e anche un po’ figlio di puttana è vero, ma questo additarci in continuazione, questo parlare sempre (male) di noi sa proprio di frustrazione, al pari del can can fatto per la testata di Zidane, come se fosse stato vittima di chissà quali ingiurie (è risaputo che in campo i giocatori si danno del lei). Se fosse stato un calciatore italiano a dare un testa come quella di Zizou non credo che sui nostri giornali avremmo letto una difesa così cieca e assoluta come è successo in Francia; quando ci fu lo sputo di Totti a Poulsen furono sì sottolineate le eventuali provocazioni del giocatore danese, ma nessuno difese in maniera grossolana Totti. Sbagliò e fu giustamente squalificato.
(Per quanto riguarda Zidane e la sua celebre testata, sta per uscire in Francia un libro attesissimo, La faccia nascosta di Zidane, dove verrano resi pubblici alcuni aspetti nascosti del campione francese, fra cui una confessione fatta a un suo cugino algerino, Akbou, che raggiunto Zidane ad Algeri nel dicembre del 2006, disse che aveva fatto bene a dare qualla testata. Ma Zidane, piccato, replicò:
Non dire mai più che ho fatto bene a dare quella testata a Materazzi. Non ho fatto bene e mi dispiace
Pentimento tardivo, ma pur sempre un pentimento.)
Torniamo all’attualità: ieri, 17 settembre, Lione-Fiorentina: azione d’attacco per i francesi, Zauri resta a terra contuso a causa di uno scontro ma i giocatori francesi, che non sono nè imbroglioni nè provocatori ma che sicuramente hanno dimostrato poco fairplay, continuano a giocare per circa una trentina di secondi fino a che non arrivano sottoporta e segnano il gol dell’uno a due. Non oso immagianre cosa sarebbe successo a parti invertite.
Da parte della Fiorentina oggi c’è il rammarico per aver pareggiato la partita, e un po’ di rabbia nei confronti dell’arbitro Frojdfeldt che, a prescindere dal mancato fairplay del Lione, non ha fermato il gioco visto che si trattava di colpo alla testa.
Per correttezza occorre dire che il tono del libro di Pierre Menès è ironico (come sotto certi aspetti questo post), tant’è che è definito un “dizionario assurdo del calcio” e che il giornalista dice anche che comuqnue vinciamo. Resta il fatto che non perdono occasione per denigrarci. Forse, semplicemente, perchè:
- gli abbiamo battuti nella finale di Berlino
- sono arrivati dietro di noi nel girone di qualifcazione all’Europeo
- li abbiamo eliminati agli Europei
- sono arrivati dietro di noi anche nel medagliere delle Olimpiadi di Pechino
Forse sta tutto qua, in questi quattro punti, quattro come i nostri quattro titoli di campioni del mondo.

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