Highlights Roma-Lazio, posticipo 12^ giornata
Novembre 16, 2008
È la Roma ad aggiudicarsi il tanto atteso derby della capitale grazie al gol al 5° della ripresa di Baptista che copisce di testa su suggerimento di Francesco Totti e batte Carrizo.
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Le larghe vittorie delle milanesi e il sogno Catania
Ottobre 20, 2008

Il Milan batte la Sampdoria tre a zero nel pomeriggio, l’Inter asfalta la Roma nel posticipo col tondo risultato di quattro reti a zero. Ma dietro questi numeri che fanno pensare a un netto dominio si nasconde altro, soprattutto per quanto concerne i rossoneri: soporiferi, noiosi e abulici nel primo tempo, più vivaci nella ripresa grazie all’entrata in campo di Kakà, tonico rigenerante che dà finalmente quelal scossa che il Milan cercava.
La Sampdoria scende a San Siro com’è logico che faccia una squadra con soli quattro punti in classifica: attenta e tatticamente organizzata, affolla il centrocampo con cinque giocatori e smorza così le velleità del solito Milan lento e prevedibile, che non riesce a utilizzare le fasce laterali e che si intestardisce a infilarsi nell’imbuto centrale, che non ruba palla nella trequarti avversaria e riparte con poca velocità dalla propria area dando la possibilità agli avversari di posizionarsi. Il primo tempo scorre lento con due o tre occasioni per la Sampdoria (bella la rovesciata di Delvecchio); dall’altra parte poca, pochissima roba: Ronaldinho sempre poco mobile tenta di districarsi dai tre giocatori che lo asfissiano regolarmente e Pato generoso che tenta di darsi da fare ma con poco costrutto e senza mai concludere.
La ripresa vede l’ingresso in campo di un Kakà sempre più fondamentale, rimasto in panchina perchè reduce dalle partite con la nazionale verdeoro, e il Milan diventa finalmente più veloce, (ri)trova quell’imprevedibilità necessaria a scardinarare le squadre chiuse e va a segno con un rigore che fa e che farà discutere: il forte tiro di Borriello colpisce il braccio sinistro di Lucchini in area, rigore ed espulsione. Come spesso accade coi falli di mano in area è difficile capirne la volontarietà, ma a stretti termini di regolamento il rigore pare esserci: il braccio destro è attaccato al busto, ma il sinistro è largo e staccato dal corpo. Resta sempre da verificare la distanza (in questo caso i due calciatori sono molti vicini) ma per l’arbitro è sempre complesso giudicare in occasioni del genere. L’uno a zero per i rossoneri mette in crisi la Sampdoria che con un uomo in meno e con quell’assetto non costruisce più e il Milan segna ancora: veloce ripartenza e secondo gol di Ronaldinho. Poi arriverà la terza rete col solito Pippo Inzaghi.
Nel posticipo serale l’Inter passeggia con troppa facilità sulle ceneri di una Roma ancora irriconoscibile, segna nei primi minuti di ogni tempo con Ibrahimovic vibrando così durissimi colpi psicologici, dilaga con Stankovic, che esulta come se avesse segnato in una finale di Champions League, e cala il poker con Obinna, schierato a sorpresa da Mourinho. La Roma ritrova Totti dopo sei mesi ma paga ancora le troppe assenze e giocatori non all’altezza (Cicinho non riesce a entrare nella parte del terzino nel calcio italiano). In più appare zemaniana nel reparto arretrato: difesa troppo alta che viene perforata puntualmente e facilmente dai nerazzurri, come dimostra la prima rete (lancio per Ibrahimovic sulla destra e morbido pallonetto a superare Doni in uscita) e la splendida azione di Maicon che si fa tutto il campo, chiede e ottiene il triangolo dall’ottimo Muntari e poi sbaglia a tu per tu col portiere giallorosso. Anche il secondo gol nel primo minuto della seconda frazione è filgia di un altro buco difensivo della squadra di Spalletti.
Prova di forza, vittoria meritata e mai in discussione quella dell’Inter, che ha dimostrato di essere in ottima condizione fisica, ma contro una Roma sicuramente allo sbando e lontana parente di quella dell’anno scorso. Questa Inter va comunque crescendo mentre si delinea una certa identità: forte, coesa e organizzata in fase difensiva, ancora poco squadra nel reparto avanzato sempre troppo dipendente dalle individualità, dalle magie di uno Zlatan Ibrahimovic mostruosamente efficace. Ancora in ombra Quaresma, così tanto voluto proprio da Mourinho, che si intestardisce con i colpi di esterno e non sa usare il piede sinitro.
La parte alta della classifica vede il crollo della Lazio in casa di un Bologna caparbio che salva la panchina di Arrigoni con una prova tutto cuore e corsa di fronte a un Lazio forse supponente che paga la sosta, come temuto da Delio Rossi: tre a uno il risultato finale e Lazio sempre generosa con le squadre in difficoltà, come accedde col Milan.
Il Catania continua a vivere il suo sogno inaspettato battendo due a zero il Palermo nel derby siciliano: partita equilibrata, un tempo per uno, ma nella ripresa la squadra etnea va segno due volte co un colpo di testa di Martinez prima e con un rigore messo a segno Mascara nei minuti finali, e per un paio d’ore si gode il primo posto in classifica. Decisiva l’espulsione del rosanero Carrozzieri che lascia il Palermo in dieci per tuttta la ripresa. Zenga, forse sottovalutato dagli addetti ai lavori: trovarsi lassù dopo sette giorante non può più essere un caso, resta coi piedi per terra e pensa ai 26 punti che mancano al suo Catania per salvarsi.
La Juventus doveva uscire dalla crisi e invece ci casca dentro: il due a uno di Napoli nell’anticipo serale di sabato la allontantanano dalla testa della classifica che ora dista ben sette punti. Claudio Ranieri ha ancora la fiducia della dirigenza, come sottolienato da Jean-Claude Blanc: “La fiducia è quella di sempre, non è il momento di tornare sull’argomento [...] Ovviamente se siamo in questa situazione vuol dire che abbiamo lasciato qualcosa per strada, in queste ultime due settimane. Dalla partita con l’Udinese a queste ultime due sconfitte con Palermo e Napoli abbiamo perso qualcosa, giocatori e alcuni dettagli che fanno la differenza tra vincere e non vincere. Cerchiamo di lavorare insieme per trovare i punti giusti da toccare per poter ribaltare questa situazione“.
Ma ora c’è il Real Madrid e poi il derby: ogni partita pesa come un macingo, per la Juventus e soprattuto per Claudio Ranieri.
Milan-Lazio in tempo reale
Settembre 21, 2008
Milan-Lazio 4-1

Mercato: Lazio su Amoruso, Inter su Diarra
Maggio 31, 2008
In seguito al mancato riscatto di Rolando Bianchi che quindi tornerà al Manchester City (ma ci sono anche altre offerte), la Lazio è alla ricerca di un attaccante. Due le operazioni: Nicola Amoruso della Reggina che avrebbe già dato il suo consenso a passare in biancoceleste (alla Reggina andrebbero 3 milioni di euro e forse Baronio), e Fabrizio Miccoli tramite uno scambio con Foggia. Quest’utlima per ora resta un’idea.
Galliani intanto da Villasimius dove si svolge l’annuale Workshop del Milan parla di “Squadra competitivissima” per l’anno prossimo, benché fra i tifosi rossoneri serpeggi del malcontento per questa campagna acquisti che finora non ha acceso particolarmente gli entusiasmi (per farlo servirà del fumo negli occhi tipo Ronaldinho?). Queste le sue parole:
Il mercato delle romane
Maggio 25, 2008

Mentre la nazionale guidata da Roberto Donadoni si è ritrovata oggi a Coverciano per prepararsi all’Europeo, le società sono sempre attive sul mercato. La Roma, fresca vincitrice della coppa Italia e in attesa di conoscere il suo futuro societario, è impegnata nella ricerca del sostituto di Mancini che potrebbe spostarsi in Francia, nel Lione. Nella trattativa potrebe rientrare il ventunenne Ben Afra.
Ma gli occhi delal Roma son anche putnati su Di Natale o, se riuscisse a mometizzare la cessione di Mancini, sul romeno Mutu.
Problemi in attacco per la Lazio. L’incognita è Rolando Bianchi: nella trattativa col Mancherster City, il presidente Lotito dovrà tenterà di abbassare il prezzo del cartellino (12 milioni di euro). Nel caso non si riuscisse a trattenere Bianchi, le alternative sono Caracciolo del Brescia, già vicino l’anno scorso, e il viola Pazzini che potrebbe trovare meno spazio se Gilardino dovesse arrivare alla corte di Prandelli.
(fonte | corrieredellosport.it)


