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Highlights Juventus-Genoa, anticipo 12^ giornata

Novembre 14, 2008

Seppur momentaneamente, la Juventus agguanta la vetta della classifica battendo in questo anomalo anticipo il Genoa di Gasperini, sorprendente fino a questo turno di campionato, ma non tanto maturo da imporsi in casa di una big. I gol di Grygera, Amauri, Iaquinta, Milito per i rossoblu, e un autogol di Papastathopoulos fissano il punteggio sul quattro a uno per i bianconeri.

Clicca il seguente link per l’INTERA sintesi:

highlights JUVENTUS-GENOA

Crisi Liverpool: la Juve torna su Xabi Alonso

Novembre 13, 2008

Il tanto ammirato calcio inglese, quello che ha risolto (?) il problema hooligans e che riuscì a risollevarsi anni fa dal periodo nero grazie ai diritti tv, ripiomba nella crisi: le squadre, anche altisonanti, che affogano nei debiti sono tante, a prescindere dai tanti investimenti stranieri. Ultimo topclub a rischiare grosso è il Liverpool: stando a quanto affermato dal Times i debiti del club inglese ammontano a 430 milioni di euro da ripianare entro fine gennaio anche se ai due proprietari, due americani, è stata concessa un proroga di sei mesi.

Questo scenario schiude nuove prospettive: da una parte potrebbe tornare d’attualità l’interessamento da parte di un altro sceicco pronto a sborsare 500 milioni di sterline, dall’altro la perdita di giocatori più o meno importanti, a partire da quello Xabi Alonso tanto cercato dalla Juventus la scorsa estate e che ora torna in cima alla lista dei desideri.

Altro giocatore che potrebbe interessare i banconeri è l’italiano Dossena: l’ex Udinese, che non si trova bene con Benitez, potrebbe fare le valigie e tornare in Italia.

Tutti ora stanno alla finestra in attesa di vedere come e se il Liverpool risolverà i suoi problemi finanziarii.

Adesso si chieda scusa a Claudio Ranieri

Novembre 6, 2008

Del Piero e Del Piero parte seconda, un sinsitro e un destro su punizione, il Bernabeu allibito come il Real Madrid stesso e pratica chiusa. La Juventus continua la sua striscia positiva dopo il momento nerissimo di nongioco e di risultati di conseguenza deludenti. Una gara attenta, accorta, mai in soggezione davanti ai Merengues culminata dai due lampi dei signor Del Piero Alessandro, da due anni rinato come un giovinetto, e finalmente una vittoria in casa del Real dopo tante sfide di Champions.

Questa vittoria, come le altre contro il Real in casa, nel derby, o contro la Roma, è anche la vittoria di Claudio Ranieri, attaccato, strapazzato, crociffiso, individuato con troppo fretta come il responsabile unico dell’involuzione della Juventus. Si è detto che non è un vincente, che non è da Juventus: forse non è del tutto errato, Ranieri fa parte di quelle schiatta di buoni alleantori italiani e neinte di più (ma coi tempi che corrono buttalo via!), ma era ed è perfetto per questa renaissance bianconera dopo il medioevo di Calciopoli e della serie B.

Segni inequivocabili che le colpe non erano tutte sue sono i motivi della ripresa della Juventus: l’infermeria che si svuota, il ritorno a una condizione fisica accettabile che permette alla squdra di correre e non di passeggiare, una compattezza nel gruppo. Ascrivere queste ultime vittorie solo ai colpi dei singoli campioni come il Del Piero di ieri o il Nedved della serata bolognese è superficiale: nel mezzo si è vista una squadra in recupero. E i meriti, soprattutto tattici per quel che riguarda ieri sera, a chi sono da addebitare?

E se in tutto questo Ranieri non c’entra, significa che non c’entrava quando le cose andavano male: quasi una squadra, e quella titolare, fuori per infortunio, seconde linee non all’altezza di questo calcio e un atteggiamento molle: sfido chiunque a cavarne qualcosa di buono. Certo è che anche lui è andato leggermente in confusione con scelte tattiche che hanno lasciato qualche dubbio in più di qualcuno.

Ma aspettarsi una retromarcia o una resipiscenza da parte di chi faceva penzolare la corda sul patibolo è troppo. E le scuse, in fondo, non servirebbero a niente. Bastava un po’ di lucidità prima invece di accusare l’untore e di puntare il dito per compiacere la rabbia dei tifosi.

Ora Ranieri si goda il momento. Almeno fino alla prossima sconfitta quando tornerà il massacro: questo è il calcio italiano con le sue passioni sfrenate e le sue pressioni esagerate.

Highlights Real Madrid-Juventus, Champions League

Novembre 6, 2008

Una Juventus rinata espugna il Santiago Bernabeu con una doppietta di Del Piero in gol nel primo tempo con un sinistro a fil di palo e nella seconda frazione con una precisa punizione che si infila alle spalle di Casillas complice una barriera piazzata malissimo. Gara attenta e ragionata quella della Juventus e Real Madrid mai veramente pericoloso.

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highlights REAL MADRID-JUVENTUS

Pavel Nedved: dalla serie B ai giovani da aiutare

Novembre 4, 2008

Riporto l’intervista a Pavel Nedved apparsa oggi sul quotidiano sportivo Tuttosport:

Pavel, perché ha accettato un’altra stagione con la Juventus?
«Dopo due anni di assenza, non vedevo l’ora di ritorna­re in Champions League. Questo mi tentava molto. Se poi aggiungiamo il fatto che mi ritrovo in squadra insieme a un’altra genera­zione, da Sebastian Giovin­co a Claudio Marchisio, che invece sta appena inizian­do l’avventura, beh, allora sono ancora più coinvolto. Non è mai facile cominciare a questo livello, perché il ritmo non ti dà tregua, di­sputi due gare a settimana e l’opposizione avversaria è superiore. La società mi ha offerto il rinnovo proprio per aiutare il gruppo rin­giovanito con la mia espe­rienza. Ebbene, la sfida mi ha attratto».

Otto anni a Torino. Che ri­cordi si porta dietro?

« La stagione 2002- 2003 è sicuramente la più comple­ta: la conquista dello scu­detto, il raggiungimento della finale di Coppacam­pioni. La semifinale con il Real Madrid ( rivale anche domani sera al Bernabeu) rimarrà impressa nella me­moria, tanto è il prestigio dei nostri avversari e tanto si sono rivelati buoni il gio­co e l’intensità che abbiamo sviluppato. Una lezione».

Quale è stato il momento
più duro?
«La retrocessione in serie B è stata molto dura. E dopo tutto quello che la Juve mi aveva dato, ho ritenuto giu­sto sdebitarmi restando. E’ stata una scelta naturale. La promozione, poi, è risul­tata gratificante così come la qualificazione in Cham­pions. Due anni di lavoro premiati».



Cos’ha fatto la Juve per Nedevd? E Nedved per la Juve?

«La Juve mi ha dato tutto. Qui ho acquisito la menta­lità vincente, quella che ti spinge ad affrontare ogni partita come una battaglia. Ho imparato come affronta­re le difficoltà e superarle. Per quanto mi riguarda, ho concesso alla Juve tutto il mio tempo, mettendomi al servizio della squadra. Spe­ro di lasciare un segno posi­tivo del mio passaggio».

Prima, una parentesi dal­la Lazio.
«Intanto
, non mi rammari­co della scelte effettuate in carriera. I miei cinque anni alla Lazio sono ricchi di buoni ricordi. Ho scoperto un nuovo Paese, ho appreso una nuova lingua, ho vinto uno scudetto, la Coppa del­le Coppe, la Coppa Italia. Che cosa avrei potuto chie­dere di più?»


Ha mai pensato di andare a giocare in un altro cam­pionato straniero?

«E’ stata una scelta perso­nale, dopo aver ascoltato la mia famiglia. Sia a Roma sia a Torino sono stato feli­ce. Ho forti radici qui, sono nati i miei figli. Perché an­darmene? Certo, la Premier League inglese per un po’ mi ha attratto, sono stato un ardente sostenitore del Manchester United sin da piccolo…».


Nostalgia della Nazionale?

«Dopo Europeo e Mondiale era normale lasciare spazio ai più giovani, quelli vice campioni con l’Under 20. Ora la squadra sta attra­versando un periodo di transizione. Per ciò Milan Baros, Marek Jankulovski, Zdenek Grygera e Tomas Ujfalusi hanno un ruolo im­portante nell’integrazione dei baby. Sono sicuro che si qualificheranno per il Sud Africa».

Pensa di ritirarsi a fine stagione?

« Alla mia età, vivo giorno per giorno. Non so esatta­mente quando mi fermerò. La Juve ha programmi per me ma ancora nulla è deci­so. Di certo ricomincerò una nuova vita da zero. Per ven­ti anni mi sono dedicato al calcio, non sarà facile».

Mai avuto l’ambizione di allenare la Juve o la nazio­nale?

« Non è che uno si inventa tecnico durante una notte, senza esperienza. Si pro­gredisce per gradi. Ritengo che iniziare con i giovani sia il miglior apprendistato e poi gradualmente si può passare ai grandi. Se in fu­turo mi chiederanno di alle­nare una squadra, sarà per aver successo. Ma la strada è ancora lunga, specialmen­te perché la Juve non è un club facile da gestire: la pressione è costante, la mentalità è vincente e qui solo grandi allenatori si af­fermano ».


Appunto: chi tra gli allena­tori ha avuto più influen­za nella sua carriera?

« Zoff, Eriksson, Ranieri, Deschamps: potrei dire quasi tutti. Ma la persona che mi ha dato di più ri­spetto al resto del gruppo è senz’altro Marcello Lippi. Lui mi ha posizionato die­tro le punte e mi ha conces­so la libertà di agire in cam­po ».


Chi sarà il suo successore?
«A venti come a 36 anni ho lo stesso piacere di giocare. Godere dei successi con la propria squadra è il leit mo­tiv. Con match ogni tre gior­ni è un po’ più dura fisica­mente come ritmo da regge­re, però. Il nuovo Nedved? Mio figlio Pavel jr, sempre che giochi a calcio».

Highlights Juventus-Torino, anticipo 8^ giornata

Ottobre 26, 2008

Un dirompente Amauri regala la vittoria alla Juventus nel derby con la complicità del portiere granata Calderoni, protagonista di ottimi interventi nel primo tempo. Una Juventus aggressiva che sfiora la rete più volte nella prima frazione di gioco con Sissoko e Marchionni e un Torino che pensa troppo a difendersi senza rendersi mai pericoloso se non con un pallonetto di Bianchi.



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