Highlights serie A, 12^ giornata
Novembre 16, 2008
Gli highlights della 12^ giornata di serie A. Le vittorie negli anticipi di Juventus e Inter, quella stentata del Milan contro il Chievo e quella del Catania contro il Torino, le sconfitte di Udinese, Fiorentina e Napoli, il pareggio del Bologna a Siena.
highlights JUVENTUS-GENOA (anticipo)
highlights PALERMO-INTER (anticipo)
highlights ATALANTA-NAPOLI
highlights CAGLIARI-FIORENTINA
highlights CATANIA-TORINO
highlights MILAN-CHIEVO
highlights SAMPDORIA-LECCE
highlights SIENA-BOLOGNA
highlights UDINESE-REGGINA
highlights ROMA-LAZIO (posticipo)
Highlights Milan-Sporting Braga, Coppa Uefa
Novembre 6, 2008
Un gran tiro di Ronaldinho all’incrocio dei pali regala i tre punti a un Milan partito bene nel primo tempo ma che è andato spegnendosi nella ripresa dove lo Sporting si è fatto pericoloso. Poi allo scadere il gol che sancisce la vittoria al Milan.
Clicca il seguente link per la sintesi:
highlights MILAN-SPORTING BRAGA
La vetrina degli Europei
Giugno 26, 2008
Tutti pazzi per i russi, tutti pazzi per il russo. Ormai è sulla bocca di tutti, tutti lo vogliono: gli allenatori lo vedrebbero bene nella propria squadra, i giornalisti ne tessono le lodi. Si parla, ovviamente, di Andrej Sergeevic Arshavin, classe 81, che in questo Europeo ha ben impressionato con la sua nazionale. Ma possono bastare tre o quattro prestazioni per innamorarsi di un giocatore tanto da spendere più del suo effettivo costo? Il prezzo del cartellino lievita durante queste manifestazioni soprattuto in concomitanza di ottime prestazioni. C’è da chiedersi se davvero gli operatori di mercato, gli osservatori delle squadre si facciano influenzare così tanto dalle poche partite che un torneo come questo offre. Magari è stato seguito anche prima, quando col suo Zenit San Pietroburgo andava a conquistare la Coppa Uefa. Oppure no? Basta davvero questo Europeo per mettere mano al portafogli? Stranamente prima di questo Europeo nessuno nominava mai Arshavin. Non stiamo dicendo che non sia un fenomeno, ma ci vuole continuità, occorre giudicarlo sulla lunga distanza, non solo in un paio di partite dove, per altro, ha giocato magnificamente tutta la squadra, non solo lui. Non dimentichiamoci di D’Alessandro, fenomeno in sudamerica che venuto in Europa ha fallito miseramente.
Stando agli organi di stampa, tutti i più grossi club europei lo vorrebbero: dal Barcellona all’Arssnal, dal Chelsea al Manchester United per finire al Milan e all’Inter. A oggi pare in vantaggio il Barcellona, club per il quale Andrey afferma di aver sempre tifato. L’idea, il sogno di Pep Guardiola sarebbe quello di avere Arshavin e Adebayor, per formare con Leo Messi un attacco di spessore, senza dimenticare Thierry Henry.
Comunque sia la Germania è sempre lì
Giugno 26, 2008

Col suo calcio solido, roccioso, non bello da vedere ma concreto e tremendmente efficace, la Germania è sempre lì, sempre e comunque. Sembra una Nazionale fatta apposta per tornei come gli Europei e i Mondiali. E anche quest’anno non ha deluso le attese. Certo, la vittoria su un Turchia rabberciata non è stata limpidissima e forse avrebbe meritato la squadra di Terim, ma nel calcio il discorso del merito, della vittoria ai punti non esiste; vivaddio non è uno sport come il pugilato o il pattinaggio che sottosta al giudizio di arbitri. L’unico parametro è il gol. E ieri una Germania concreta ne ha fatto uno più degli avversari.
Concretezza e continuità. Queste sono le doti di una Nazionale che comunque sia è sempre, o quasi, stata lì a giocarsela. E’ la storia che lo dice. Vediamo nel dettaglio i piazzamenti della nazionale tedesca dal mondiale del 1970 a oggi.
Le parole di Donadoni dopo l’eliminazione
Giugno 23, 2008
Amarezza, ovviamente, ma anche la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile, di avere la coscienza a posto. Questi i concetti espressi da Roberto Donadoni all’indomani dell’eliminazione ai quarti di finale dell’Europeo.
Rimane tutto. Rimane la consapevolezza di aver fatto il nostro percorso e di averlo fatto al meglio, al massimo delle nostre possibilità. Siamo usciti alla fine bene da un girone di ferro e abbiamo perso la partita contro la Spagna ai rigori. Rigori che purtroppo nella mia carriera mi hanno regalato spesso dolori. Ma rientra nella logica del calcio.
Mi rimane molta rabbia dentro e molta amarezza nei confronti di un gruppo di ragazzi straordinari. Quello che hanno fatto mi rimarrà sempre dentro e non smetterò mai di ringraziarli
Prevedibile e monocorde: e la Nazionale va a casa
Giugno 23, 2008
Da Berlino a Vienna, dai rigori che hanno portato sul tetto del mondo a quelli che lasciano amarezza e molti rimpianti. L’Italia abbandona mestamente questo Europeo dopo 120 minuti noiosi e i calci di rigore, puniti dagli errori di De Rossi e Di Natale. La Spagna ha meritato, si dice, per quello fatto vedere in campo. Ha meritato perché ha calciato meglio i rigori. Tutto lì. Durante la partita si è sicuramente espressa meglio degli azzurri, il tabellino è impietoso, ma si è scontrata contro il nostro muro, attento a coprire e a soffocare la vivacità del centrocampo, ma incapace di ripartire e fare male, affidandosi al solito Toni disperso là davanti a fare la torre nel nulla. Troppo poco. Troppo poco per poter sperare di vincere, o almeno tentare, troppo prevedibile la palla alta per Toni, per altro sempre con lanci lunghi dalla propria trequarti, segno evidente che il gioco non c’era, non c’è mai stato. Era doveroso imbrigliare la fase offensiva della Spagna, ma questo atteggiamento accorto alla lunga ha castrato il nostro centrocampo incapace di imbastire azioni degne di questo nome. E allora ecco i lanci di cinquanta metri di Panucci e Chiellini.



