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Le polemiche arbitrali e la memoria corta di tifosi e dirigenti

Novembre 4, 2008

La coda di Milan-Napoli di domenica sera è stata avvelenata dalle solite polemiche sull’arbitraggio. A ragion veduta, per carità, vista l’assegnazione di un rigore più che dubbio (il solito dilemma della volontarietà e della distanza nei falli di mano in area) il cui errore è da addebitare più al guardalinee che all’arbitro Rocchi, reo semmai, di aver cambiato metro di giudizio fra i due tempi, con tanta severità nel primo tempo e un po’ di lassismo nel secondo in cui qualche cartellino per i rossoneri poteva essere estratto.

Altra pietra dello scandalo è stata l’espulsione del giocatore partenopeo Maggio per doppia ammonizione: se il secondo provvediemento è parso giusto, il primo lascia perplessi. Resta però da dire che se sei stato, giustamente o ingiustamente, ammonito nei minuti iniziali occorre un po’ di attenzione onde evitare l’espulsione.

Insomma, a conti fatti un arbitraggio che ha favortito Milan, anche se il rigore è stato poi parato da Iezzo. Ciò che resta di veramente disturbante è il tipico gioco che ciclicamente fanno tifosi e dirigenti. Ora si accusa il Milan di essere stato favorito con un rigore inestitente, ed è il terzo di fila dopo Sampdoria e Siena, e la cosa ricorda tanto l’anno scorso quando queste accuse furono rivolte all’Inter, anch’essa favorita da decisioni arbitrali dubbie per tre domeniche di fila: chi accusa all’epoca e lo stesso che oggi si difende bollando il tutto come ininfluente, e chi si difendava all’epoca ora accusa (non me ne vogliano tifosi rossoneri e narazzurri: è solo un esempio fra tanti, si potrebbero tirar fuori tanti altri esempi con altre squadre). Ed ecco che abbiamo lo stucchevole teatrino di chi glissa parlando di errori che ci possono stare, salvo poi cambiare idea quando sono contrari e chi accusa per poi soprassedere quando è favortito. Si è soliti dire che tutto questo è normale, è la prassi: non è normale, è stupido.

(Va da sè che non tutti i tifosi sono uguali, ma questo è l’andazzo generale)

E se per i tifosi è concesso un comportamento così di pancia, la stessa cosa vale meno per i dirigenti: De Laurentis è uscito da San Siro scuro in volto e arrabbiato per quello che aveva visto, come dimostrano le sue dichiarazioni; peccato che ci si dimentica di Napoli-Juventus dello scorso anno quando lo stesso De Laurentis non volle parlare degli errori arbitrali che favorirono il suo Napoli. Stesso discorso per gli altri dirigenti, soprattuto quando redigono dossier sugli arbitri o scrivono lettere lamentose. Quando ti va bene l’arbitro può sbagliare, quando va male l’arbitro dev essere crocifisso.

Questo attegiamento lo hanno tutti: qui si è parlato di Inter, Milan e Napoli solo perché è l’attualità che lo richiede, ma è tristemente estendibile a tutti. In fondo basterebbe un po’ di onestà nell’ammettere che si è stati avvantaggiati e un po’ di serenità prima di accusare o di lamentarsi perché tanto, prima o poi, gli errori andranno a tuo favore. In due parole: serenità e coerenza. Se domenica ci sarà un errore contro il Milan, dall’ambiente rosonero arriverenno le lamentele e se sarà il Napoli ad approfittare di errori si glisserà rimettendo così in moto questo sciocco e noioso vezzo da terzo mondo calcistico.

PS: in questo marasma spicca per onestà il dg del Napoli Pierpaolo Marino che nelle interviste del dopopartita ha mostrato una classe sconosciuta al mondo del calcio italiano palrando di ciò che non è andato nel suo Napoli (soggezione nel giocare a San Siro) piuttosto che dell’operato dell’arbitro. Risultato? Una lezione di stile per tutti da prendere come esempio e una bella figura per Marino.

E poi ci lamentiamo dei nostri arbitri…

Settembre 23, 2008

Spesso e volentieri ci lamentiamo per gli errori arbitrali di casa nostra, ci indignamo e vediamo l’estero come una paradiso arbitrale. Ma non sempre è così. Basti vedere cosa è successo nella serie B inglese durante Watford-Reading di sabato scorso, finita 2-2 grazie a un gol (?) convalidato dal guardalinee; chiamarlo gol fantasma è un eufemismo.

Persino i giocatori del Reading, squadra che ha benificato del non-gol, hanno ammesso che la palla non è entrata e sarebbero disposti anche a rigiocare la partita. Cosa che non avverrà visto che il regolamento “non prevede discrezionalità sull’argomento“. Ecco il filmato dell’accaduto.


Meno arbitri per il prossimo campionato

Luglio 9, 2008

Meno arbitri per il prossimo campionato

Scende il numero dei direttori di gara della CAN (Commissione Arbitri Nazionale) per i prossimi campionati di serie A e B: da 43 si arriva a 39, e con la prospettiva di scendere ulteriormente a 37. Le motivazioni di tale decisione risiedono nel fatto che abbassandosi il numero degli aribtri cresce l’affidabilità delle prestazioni, perché come per un calciatore, più si gioca più ci si mantiene in forma e attenti; la continuità aiuta, o dovrebbe aiutare, le performance dei direttori di gara. Lo sottolinea un ex arbitro come Collina, ora designatore:

Quando arbitravo, la domenica che non venivo utilizzato era per me una sorta di diminutio. Dall’impiego continuativo si ottengono prestazioni migliori, succede anche per i giocatori. Nelle altre leghe dei campionati europei principali il numero degli arbitri è più basso e la scelta è quindi volta a cercare di andare verso questa direzione

Stravolgimenti anche nei nomi dei direttori di gara per il campionato 2008/ 2009: mancheranno Bertini, Herberg, Lops, Palanca, Pantana, Paparesta, Pieri, Salati e Squillace per naturale avvicendamento, mentre i nuovi arbitri che calpesteranno i campi di  A e B sono i seguenti:

Leonardo Baracani (sezione di Firenze)
Gianpaolo Calvarese (sezione di Teramo)
Renzo Candussio (sezione di Cervignano del Friuli)
Sebastiano Peruzzo (sezione di Schio)
Riccardo Tozzi (sezione di Ostia Lido )

Il mistero del fuorigioco sul gol di Van Nistelrooy

Giugno 10, 2008

 

Per la terna arbitrale il gol di Van Nistelrooy era regolare: l’attaccante del Real Madrid era tenuto in campo da Panucci, benché quest’ultimo si trovasse a terra e fuori dal campo. La Uefa, per voce del suo segretario David Taylor, si trova d’accordo (non poteva essere altrimenti) con tale decisione. Ecco il comunicato apparso sul sito della Uefa:

 

La UEFA ribadisce che il gol segnato da Ruud van Nistelrooy contro l’Italia nella gara del Gruppo C di UEFA EURO 2008™ è valido e che l’arbitro Peter Fröjdfeldt ha applicato correttamente il regolamento.

 
Posizione regolare
Il segretario generale UEFA, David Taylor, ha risposto alle proteste per il fuorigioco di Van Nistelrooy sul primo gol dell’Olanda. “Colgo l’occasione per spiegare e sottolineare che il gol è stato convalidato correttamente dal team arbitrale - commenta -. Penso vi sia una carenza di nozioni tra il normale pubblico e questo è comprensibile perché si è verificata una situazione insolita. L’attaccante non era in fuorigioco perché, oltre al portiere, c’era un altro giocatore davanti a lui. Anche se quest’ultimo era fuori dal campo, la sua posizione era rilevante ai fini della regola”.

 
Panucci in gioco
Il punto di partenza, spiega Taylor, è il Regolamento di Gioco (Regolamento 11) in materia di offside: un giocatore è in fuorigioco se si trova più vicino alla porta rispetto al pallone e al penultimo avversario. “Devono essere coinvolti due difensori - prosegue il segretario generale UEFA -. Ripensando all’azione, il primo è il portiere e il secondo è il difensore che, per gli sviluppi dell’azione, è terminato fuori dal campo ma è considerato uno degli ultimi due avversari. Di conseguenza, Ruud Van Nistelrooy non era più vicino alla porta del penultimo difensore e non era in offside.

 
Caso raro
“Si tratta di un’interpretazione del fuorigioco piuttosto conosciuta dagli arbitri ma poco conosciuta dal grande pubblico - prosegue -. Casi come questo sono molto rari, anche se mi è stato detto che una situazione simile si è verificata circa un mese fa in una gara del campionato svizzero tra FC Sion ed FC Basel 1893. All’inizio si pensava che l’arbitro avesse sbagliato, ma poi il commentatore ha chiesto pubblicamente scusa perché non aveva capito che le regole erano state applicate correttamente”.

 
Regolamento applicato
Il signor Taylor ha concluso: “Dobbiamo essere chiari – la terna arbitrale ha applicato bene il regolamento. Se non avessimo questa regola sul giocatore fuori dal campo, cosa accadrebbe se una squadra adottasse la tattica di uscire per mettere gli avversari in fuorigioco? Sarebbe inaccettabile. L’interpretazione più pratica e semplice di questa regola è quella adottata dagli arbitri in tutto il mondo – a meno che non c’è il permesso dell’arbitro di lasciare il campo, un giocatore è considerato in campo e in gioco. Ecco perché il difensore italiano, anche se al momento del passaggio era fuori dal campo, era ancora parte attiva del gioco, e quindi il gol era valido. La regola è stata applicata in modo assolutamente corretto”.

 

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I veri errori degli arbitri

Aprile 12, 2008

arbitro

Ci si imbufalisce e si grida allo scandalo per fuorigioco millimetrici percepibili solo dopo aver rivisto l’azione svariate volte e da più angolazioni, ma i reali errori dei direttori di gara sono ben altri.

 

 

:: Per quanto possa sembrare semplicistico e quasi sciocco, è doveroso ribadirlo: arbitrare è difficile. Minuti e minuti delle trasmissioni televisive si sprecano in discussioni su errate interpretazioni arbitrali riguardanti azioni oggettivamente complesse e benché si ripeta spesso che l’arbitro deve decidere in una frazione di secondo e senza rivedere l’azione mille volta alla moviola, se ne parla per ore, si sbraita, si accusa.

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